mercoledì 23 novembre 2016

Recensione "Il piacere di apprendere" a cura di P. Meirieu edito da Lisciani.

Con piacere recensisco l'ultimo testo edito da Lisciani per la bellissima collana "Guide per lo sviluppo professionale degli insegnanti": si tratta di "Il piacere di apprendere", a cura di Philippe Meirieu con introduzione di Carlo Petracca.

Si tratta di un testo ricco di riflessioni sulla scuola in generale e sulla motivazione all'apprendimento in particolare. L'autore, Philippe Meirieu, è professore di Scienze dell'educazione all'Università di Lione 2 e pedagogista impegnato molto conosciuto in Francia.
Provo a raccontarvi uno spaccato di questo interessantissimo testo, soffermandomi sulle parti che mi hanno colpito di più.


La prima parte del testo, Il piacere a scuola, è scritta direttamente dall'autore e raccoglie utili suggestioni sulla scuola di oggi. Partendo dalla riflessione su chi è e cosa fa l'alunno svogliato, arriviamo a ragionare sull'importanza del ruolo del docente nella relazione di fiducia tra insegnante e allievo.
In un mondo in cui le conoscenze sono troppe da acquisire, dobbiamo stare attenti, ci dice l'autore, al cosiddetto "utilitarismo scolastico", un male da cui guardarsi bene: la domanda "a cosa serve?" che ci pone l'allievo di fronte a un'operazione nell'era della calcolatrice, a una poesia a memoria, a una fonte storica... è indicatore di qualcosa che non va nella scuola di oggi.
L'utilitarismo si è trasformato nella parola magica "competenza", senza però mutarne il significato. L'autore, dunque, ci aiuta a riflettere sulla didattica per competenze, che per essere tale non deve solo aiutare gli allievi a comprendere a cosa servono le conoscenze, ma deve in primo luogo far scattare la domanda "Come funziona?" "Perché funziona così?", per suscitare l'enigma, l'attesa... ovvero ciò che sta alla base di un apprendimento efficace.
Diventa questa, allora, quella che l'autore chiama "pedagogia del capolavoro", ovvero la conoscenza che si trasforma in creazione personale.
Il testo prosegue raccontandoci come sia necessario non solo il piacere di apprendere, ma anche il piacere di insegnare e lo fa attraverso le testimonianze di personalità che hanno insegnato o appreso: insegnanti, dirigenti scolastici, professori universitari, ma anche giornalisti, sociologi, psichiatri e scrittori. Le loro riflessioni ci regalano non solo uno spaccato di scuola francese, ma anche una completa rassegna di diversi punti di vista.

Vi ricordo le recensioni degli altri testi della collana:
Unità di apprendimento per sviluppare competenze a cura di Natalina Di Marco.
Guide sulla didattica per competenze di Carlo Petracca.


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