domenica 24 aprile 2016

Come far pedagogia nel XXI secolo

Oggi vorrei ospitare un articolo molto interessante che mi è stato proposto da un lettore del blog, Aldo Sammartino. L'ho letto e l'ho trovato molto interessante, ricco di riflessioni attuali.

Come far pedagogia nel XXI secolo
Formazione ed educazione di una generazione digitale

Con l'avvento dell'era digitale, le barriere architettoniche sono state abbattute da nuove e raffinate vie di comunicazione che con un semplice "click" creano un canale di contatto immediato o quasi. Tale assetto, trasversale ai più diversi momenti della vita dell'uomo, ha profondamente modificato anche il modo di relazionarsi gli uni con gli altri. La separazione che intercorre tra persone così fisicamente vicine tra di loro è stata massicciamente incentivata dalla tecnologia che, appunto con un semplice "click" sull'applicazione digitale relativa agli orari del pullman, evita, ad esempio, lo scambio di informazioni tra passeggeri in attesa alla fermata del bus, scambio di informazioni dal quale spesso traeva origine una chiacchierata che instaurava un certo grado di relazione, seppur marginale, tra due persone fino ad allora completamente sconosciute.
In un panorama così radicalmente cambiato, soprattutto a partire dall'ultimo decennio a questa parte, anche il modo di far pedagogia è profondamente mutato. Perché? Rispondere esaustivamente a tale quesito è quasi impossibile, proprio perché l'oggetto, che è attore protagonista del fare pedagogico, è in continuo mutamento. Il bambino, infatti, cambia così come avanzano le ere: oggi si parla di "nativi digitali", riferendosi ai bambini che, ancor prima di imparare a leggere e a scrivere, usano con maggior disinvoltura degli adulti apparecchiature digitali selezionando ciò che a loro più aggrada, grazie a rapporti di associazione di suoni e colori che vanno oltre il segno grafico delle parole. Osservando passivamente questo fenomeno, ci si limita a considerarlo come grandiosa vittoria di studi e ricerche dell'era tecnologica, ma andando ad analizzare più criticamente tale mutamento, possiamo scorgere quanto ciò abbia influito sulla formazione delle nostre generazioni, sempre più spesso popolate da soggetti spersonalizzati. L'uso massiccio, non controllato di apparecchiature tecnologiche (computer, smartphone, tablet) ha infatti concorso ad una progressiva spersonalizzazione degli utenti non vigilati, che, in parte progressivamente, in altra parte totalmente, hanno perso contatti con il mondo esterno al digitale, se non per pochissime ore al giorno, quelle trascorse a scuola, nel caso di bambini ed adolescenti. I sentimenti stessi sono stati sottoposti al fenomeno della digitalizzazione: sempre crescenti sono le relazioni, di amicizia o d'incontri occasionali, che nascono in rete e che spesso in internet terminano. Cambia contemporaneamente lo stesso linguaggio di bambini e adolescenti, che comunicano tramite emoticon o per mezzo della successione di segni d'interpunzione o, in generale, grafici, la cui combinazione veicola un preciso stato d'animo.

mercoledì 13 aprile 2016

Recensione "Le meraviglie del sapere" di Tredieci

Oggi inizio a parlavi delle novità editoriali di una casa editrice, Tredieci, che mi piace particolarmente per la semplicità ed essenzialità dei suoi testi. Non parlo dei contenuti, ovviamente, ma della veste grafica e delle scelte stilistiche: testi chiari, schematici, piacevoli da sfogliare e facili da consultare. Questa ritengo sia una caratteristica importante per gli alunni e una attenzione, anche, inclusiva.

Quindi, dopo avervi recensito l'anno scorso il testo per il triennio (potete leggere le mie opinioni qui: Recensione "Quante meraviglie!" di Tredieci), ecco

Le meraviglie del sapere
Sussidiario delle discipline
a cura del gruppo di ricerca Tredieci

PER CHI
Insegnanti e alunni di classe quarta e quinta di scuola primaria.

Com'è strutturato il corso
Il corso si presenta diviso ciascun anno in tre volumi: il sussidiario (anche disponibile diviso in più tomi), due quaderni degli esercizi e l'atlante.

Il sussidiario delle discipline
Il testo è molto ricco, mi è piaciuta particolarmente la sezione di storia, in cui si alternano curiosità, miti, mappe concettuali, parole chiave, approfondimenti... tutto, insomma, ciò che è necessario per toccare tutti gli stili di apprendimento possibili. Ci sono schede e mappe da completare, per verificare le competenze acquisite. Inoltre, alcune pagine paragonano le antiche civiltà all'oggi, facendo un tuffo nel presente molto interessante.
Geografia e scienze sono anch'esse caratterizzate da approfondimenti e schemi, immagini, fotografie molto esplicative. Anche la sezione di matematica mi è piaciuta molto.
Interessante la collocazione di Tecnologia all'interno di Storia e di Cittadinanza all'interno di Geografia, per rendere queste due discipline estremamente contestualizzate.

I quaderni degli esercizi
In storia e geografia si leggono e analizzano fonti di tutti i tipi, si approfondiscono opere d'arte e di letteratura, si impara ad usare Google Maps o altre risorse tecnologiche.
In scienze e matematica si fanno esperimenti, ma anche giochi e cruciverba disciplinari. Non mancano ovviamente le tante schede da proporre come compito a casa o preparazione alla verifica.

L'atlante
Non è il solito atlante geografico, ma a fianco di carte geografiche regionali (anche mute) e nazionali, troviamo linee del tempo, mappe storiche, approfondimenti ricchi di immagini.

Dotazione aggiuntiva
L'insegnante avrà a disposizione in digitale delle pratiche guide ai testi e altri materiali semplificati, oltre a utili cartelloni murali, oltre al testo in formato sfogliabile.
 
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