martedì 31 marzo 2015

La maestra risponde: tabelline in classe seconda

Ecco una nuova lettera. Aspetto le vostre, tramite la pagina Facebook, o altri contatti.

"Buongiorno, sono la mamma di Sofia e le scrivo in merito ad un problema riguardante la matematica. Mia figlia frequenta la 2^ elementare e ultimamente sta riscontrando dei problemi con questa materia. Adesso stanno facendo le tabelline e sono a quella del 4. A casa io cerco di dare molto supporto a mia figlia e fa sempre qualcosa in più rispetto a quello che viene chiesto a scuola. Questa settimana è stata interrogata sulle tabelline del 2 e del 3 e ha preso 6-; la maestra diceva che non le sapeva. La bambina a casa le tabelline le diceva in ordine cioè 2x1, 2x2 etc, ma se dopo io chiedevo di nuovo ma non in ordine lei incontrava un po’ di difficoltà. La bambina mi dice che la maestra non vuole che usino le mani. Tornata a casa abbiamo ripreso le tabelline che sono state eseguite con massimo tre errori per poi migliorare. Io ho già portato la bambina da una psicologa specializzata in psicologia dello sviluppo e la bambina non presenta nessun tipo di problema. Il problema di mia figlia purtroppo si presenta anche con altri bambini nella classe. Non riesco a capire se la bambina deve sapere le tabelline bene solo in ordine o anche in ordine sparso. Volevo capire meglio se ci sono degli strumenti di insegnamento ben precisi e altrettanto di valutazione. Quello che io le chiedo è un suggerimento di didattica e un parere in merito a questa situazione. In attesa di una sua gentile risposta la ringrazio e le porgo distinti saluti."

Gentile mamma, il quesito che pone non è di facile risposta. Infatti, da una parte c'è una tipologia di contenuto da apprendere, le tabelline, di non facile memorizzazione, uno scoglio per tanti bambini; dall'altra ci sono le insegnanti che insegnano metodi di apprendimento e usano scale di valutazione che spesso i genitori non comprendono. Ma andiamo con ordine e proviamo a trovare una soluzione a questo problema.

sabato 28 marzo 2015

Recensione: "Guida al potenziamento DSA e BES" di Tredieci

Oggi voglio presentarvi una guida didattica che ho trovato utile e ben strutturata. Essendo insegnante di sostegno, l'ho subito utilizzata con i miei bambini, alcuni dei quali stanno proprio affrontando con enormi difficoltà la letto-scrittura.

Guida al potenziamento DSA e BES
Percorso strutturato in modo graduato per facilitare l'apprendimento della letto-scrittura
di Simonetta Mazzetto
Casa Editrice Tredieci



PER CHI
Insegnanti curricolari, insegnanti di sostegno, educatori, genitori, tutor a casa.

DESTINATARI
Bambini di classe prima con difficoltà nell'avvio della letto-scrittura, bambini con disabilità, che devono iniziare un percorso di letto-scrittura.

Cos'è la guida e come si presenta
Si tratta di un volume di 224 pagine, in bianco e nero e con immagini semplici, perfetto per essere fotocopiato. In omaggio si riceve un CD con esercizi per la Lavagna Interattiva Multimediale (LIM).
Obiettivo della guida è offrire agli insegnanti un percorso graduato e ben strutturato, di stampo fonosillabico, perfetto per i bambini in difficoltà.
Una guida in stampato maiuscolo, chiara, efficace, semplice da seguire, con immagini altrettanto efficaci, nello stile che contraddistingue la casa editrice Tredieci che ha sempre un occhio di riguardo per i bambini con difficoltà.

I suoi punti di forza in breve
- Carattere stampato maiuscolo mantenuto per l'intero percorso;
- pagine di arricchimento lessicale;
- sguardo dedicato alla fonologia;
- pagine di verifica accurate e adeguate al percorso svolto;
- immagini chiare, non troppo ricercate;
- chiarezza espositiva;
- metodo fonosillabico con uso esclusivo di sillabe note;
- materiali facilmente fotocopiabili;
- giochi e strumenti compensativi da fotocopiare e conservare.

domenica 22 marzo 2015

La maestra risponde: diagnosi e presa in carico


BES: disabilità, DSA o altro (le leggi e le tutele)
Ecco una nuova lettera. Aspetto le vostre, tramite la pagina Facebook, o altri contatti.

"Buongiorno, la mia storia è lunga da raccontare. In breve posso dire che come mamma mi sono attivata l'anno scorso con le valutazioni al momento che la maestra mi ha fatto notare che mio figlio aveva secondo lei delle difficoltà oculo-manuali; ho fatto una valutazione privata dove si riscontrano attenzione bassa e difficoltà metafonologiche con QI alto. Abbiamo avviato la terapia ma la scuola non ha accolto il test come documento valido per una personalizzazione scolastica perché non proveniente da ASL. Abbiamo rifatto i test ASL con una tempistica da delirio; risultato: fine marzo  la ASL punta il dito contro la scuola per programma non idoneo perché il bambino ha un ritardo sul linguaggio... ad aprile la scuola ci suggerisce di far ripetere l'anno perché il bambino non ha i requisiti per la seconda. Andiamo avanti con le terapie logopediste, psicomotorie e oculistiche. Riparte il nuovo anno il bambino ad ottobre ha una forte crisi di ribellione per la pressione psicologica subita sia per la bocciatura sia per il grande impegno e non ultimo per il cambio maestra e compagni...s i riprende, fa dei grandi progressi rispetto all'anno prima ma mai abbastanza per la scuola! Chiedo un colloquio corale tra ASL, logopediste private e team scolastico per farli comunicare e lì ho preso atto che il problema serio è che non parlano tutti la stessa lingua. La scuola parla di programmi ministeriali, la ASL parla di inadeguatezza professionale di insegnanti e dirigente, le logopediste cercano di mediare i due fronti opposti...noi nel mezzo; dopo un ora e 30 minuti di scontri chiedo: cosa si fa per mio figlio? La ASL non autorizza il sostegno (suo figlio non è cieco, non è sordo, non è autistico, non è down), le maestre che sottolineano che non gli è permesso fare un lavoro individuale in classe per ovvi motivi di programmazione... la dirigente fa scena muta per tutto il tempo... la logopedista che chiede per cortesia di non appesantire molto le attività. La scuola mi dice signora ci dispiace suo figlio e nel mezzo della terra di nessuno... 

martedì 17 marzo 2015

La maestra risponde: DSA e compiti a casa

I trucchi per affrontare i DSA
Ecco una nuova lettera. Aspetto le vostre, tramite la pagina Facebook, o altri contatti.

"Ciao, leggevo sul tuo blog che sei specializzata in didattica per bambini con disturbi dell'apprendimento.
La figlia di una cara amica è dislessica e vorrei aiutarla nei compiti pomeridiani. Come mi consigli di approcciarmi? Quali gli errori da non commettere?
Grazie mille"


Parlare con gli insegnanti
Il primo consiglio (non so se è lo stesso che ti darebbero altre persone, ma io da insegnante ci tengo particolarmente) è, come prima cosa, di consultarti con gli insegnanti della bambina; i punti da trattare nel colloquio sono:
- è stato messo a punto un PDP (Piano Didattico Personalizzato)?
- posso prenderne visione?
- contiene misure dispensative e strumenti compensativi adeguati?
- questi strumenti possono essere usati sia a casa che a scuola?
Chiariti questi punti con gli insegnanti, indagato il loro pensiero sull'argomento DSA, allora potrai pensare a quale potrebbe essere il miglior aiuto per la bambina in questione.



domenica 15 marzo 2015

La maestra risponde: idee su Gianni Rodari

Oggi inauguriamo una nuova rubrica, aperta ai quesiti di genitori e insegnanti. Molti mi scrivono
sulla pagina Facebook oppure nel mio profilo privato per chiedere pareri e consigli sulla didattica, come insegnanti o genitori preoccupati. Aspetto le vostre lettere, tramite la pagina Facebook, o altri contatti.

Oggi ospitiamo Paola (nome di fantasia, per tutelare la privacy), una studentessa, futura insegnante di scuola primaria, che chiede spunti su Gianni Rodari.


Come utilizzare G. Rodari a scuola
"Dovrei fare la tesi in Scienze della Formazione Primaria e vorrei farla su Rodari, sto trovando materiale e libri anche su internet e ho visto il tuo sito. Non ho proprio idea di un indice o altro. Mi potesti dare un'idea? Stavo pensando a Rodari e la fiaba, qualcosa del genere, ma faccio fatica a decidere perché deve essere una tesi teorica."

Carissima, prima di tutto ti dico quello che penso sulle tesi in Scienze della Formazione Primaria: non dovrebbero essere mai solo teoriche! Lo so, ogni università fa da sè, ogni docente dice la sua... ma cosa c'è di meglio di una tesi pratica, basata su un percorso reale svolto dai bambini? Certo è che a te viene richiesto altro, per cui cercherò di aiutarti, dandoti spunti più che teorici che pratici.
Una tesi su Gianni Rodari può essere insidiosa: si tratta di un solo argomento, vasto e con tanti risvolti... il rischio è di parlare di tutto e di niente. Ecco cosa farei se fossi nella tua situazione, imposterei la tesi in questo modo: un primo capitolo che racconta Rodari come uomo e come autore (la vita, le opere più importanti, insomma una storia degli studi per inquadrarlo e presentarlo ai tuoi lettori), poi un capitolo dedicato a un argomento cardine della sua poetica (e su questo ti darò spunti tra poco), infine un capitolo più inserito nel contesto scolastico (lo so, non riesco a farne a meno) che contenga, almeno come ipotesi di lavoro, un percorso possibile, una strada percorribile per utilizzare gli spunti di Rodari con i bambini.
Andiamo per gradi, come ti avevo promesso, ecco alcuni argomenti, alcuni fili rossi da poter seguire per la parte più grossa del lavoro, quella dedicata a quello che dovrebbe essere il focus della tua tesi (l'efficacia, in un lavoro di questo tipo, sta proprio nella scelta di un fulcro del discorso, chiaro, netto, a cui agganciare tutto il resto).

Il binomio fantastico

A me, se fossi al tuo posto, piacerebbe approfondire il binomio fantastico, strumento efficace e rapido per creare storie e giocare con le parole. Mi dirai: e cosa scrivo in un intero capitolo sul binomio fantastico? M
a no, il binomio fantastico non è solo quello che conosciamo: Rodari nella Grammatica della Fantasia cita altre forme di binomio fantastico che potresti approfondire. Infatti, l’esempio più semplice di binomio fantastico è quello che si può creare con l’aiuto del caso: se io ora penso una parola e tu ne pensi un’altra è probabile che formino un buon binomio, con l’aiuto del caso. Se io penso a "specchio" e tu a "bambina" potremmo combinare le due parole: una bambina con uno specchio (e che ci farà? Si specchierà in continuazione?), una bambina su uno specchio (ma non sarà troppo pesante? E se lo rompe?), una bambina in uno specchio (È rimasta imprigionata dentro? Ci è passata attraverso? Ah, no, a quello ha già pensato Lewis Carroll!), una bambina di specchio (come sarà delicata! E cosa fa, riflette l’immagine degli altri?), lo specchio di una bambina (un po’ banale…), uno specchio in una bambina (speriamo non se lo sia mangiato! Una veloce radiografia ce lo mostrerà!) e così via… Ma forse non è poi così fantastico come binomio, ne esistono a milioni e sempre più stimolanti. Ma nella sua Grammatica della fantasia Rodari presenta altre combinazioni di parole che funzionano da binomi fantastici; possiamo associare nomi e aggettivi, nomi e azioni… e anche l’IPOTESI FANTASTICA, a cui lui dedica un capitolo a parte, in fondo non è altro che un binomio: ipotizzando “cosa succederebbe se…” possiamo associare un soggetto e un predicato alquanto distanti tra loro (e se tutte le case fossero senza finestre? Tanto per dirne una, così sul momento).
Una proposta è, dunque, l'approfondimento del binomio fantastico in tutte le sue forme e, in un terzo capitolo, le sue applicazioni pratiche in un percorso ideato da te. Se vuoi, io ho scritto una lettera sul binomio fantastico per non addetti ai lavori, puoi trovare qualche spunto. La trovi cliccando qui.
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