lunedì 22 settembre 2014

Il contratto didattico e gli obiettivi personalizzati

Contratto didattico: regole di classe
All'inizio di ogni anno scolastico, incontrando una nuova classe o ritrovando bambini già conosciuti contratto didattico, ovvero di come far passare quelle regole basilari fondamentali per star bene in classe.
ci si pone il problema del
Ritengo che il contratto didattico sia una cosa fondamentale che non va tralasciata; in ogni classe, che sia una prima o una quinta, nei primi giorni, insieme a un po' di accoglienza, va lasciato uno spazio dedicato alla messa in comune di regole condivise.
Parlando di teorie, in psicologia dell'educazione, si parla di contratto didattico in termini generali, facendo riferimento in particolar modo alla didattica intesa come trasmissione di saperi (contratto di insegnamento, di apprendimento e di contenuto), ma a me piace allargare il significato di contratto didattico alle regole che governano una buona relazione in classe.
Se da una parte, quindi, come vuole la teoria, il contratto didattico è l'insieme di regole non scritte che governano il processo di insegnamento/apprendimento (e dunque il fatto che gli alunni sanno che l'insegnante è lì per insegnare e loro sono a scuola per apprendere, quindi il riconoscimento dei rispettivi ruoli), dall'altra il contratto didattico può essere esteso alla consueta definizione di regole comuni che più o meno, in un modo o nell'altro, gli insegnanti della scuola primaria sono soliti fare.

Come lo utilizzo?
Nello specifico, è consuetudine decidere le regole insieme ai bambini; altri insegnanti invece arrivano già a scuola con il cartellone delle regole pronto per essere appeso. Io, come al solito, amo la via di mezzo: cerco di portare i bambini a enunciare tutte le regole che io ho in mente, con vari stratagemmi.
L'anno scorso, essendo in prima, volevo creare un cartellone che ci accompagnasse tutto l'anno ricordandoci le regole basilari dello star bene insieme. Per aiutare però io bambini a pensare ad alcune regole, ho preparato delle fotocopie ricche di disegni, ognuno dei quali rappresentava una regola. Era il loro primo anno alla scuola primaria e temevo che avessero timore a parlare o che finissero per non pensare a tutte le regole che io volevo far presenti, così le fotocopie sono state d'aiuto.
Ragionando e discutendo insieme sulle illustrazioni, ogni coppia di bambini ha detto una regola e colorato il disegno corrispondente che poi è stato incollato su un cartellone con la regola ovviamente scritta da me (eravamo in prima!). Il cartellone è stato firmato da tutti i bambini, come segno di un patto che doveva essere essere sancito in modo ufficiale.
I bambini di solito prendono bene questo tipo di proposta. Ovviamente man mano che i bambini crescono, l'attività può essere variata: dalla seconda in su i bambini saranno in grado di trovare da soli le regole, in grande o piccolo gruppo, di scrivere e firmare un vero contratto didattico, magari personalizzato in base alle loro necessità.

lunedì 15 settembre 2014

Recensione testo "Matematica per la Scuola Primaria"

Matematica per la Scuola Primaria
di E. Costa, L. Doniselli, A. Taino
La Spiga edizioni
Molto soddisfatta di "Grammatica italiana per la Scuola Primaria" (trovate qui la recensione), potete immaginare la mia sopresa quando, girovagando tra gli scaffali della Libreria dei Ragazzi di Milano, ho trovato un analogo testo ma dedicato alla matematica!
Si tratta di un manuale di matematica che contiene tutte le regole e molto altro.

Per chi?
 Questo manuale, è ancora un libro per tutti:
- alunni, per avere una sintesi di tutto ciò che di matematica si impara alla scuola primaria, da consultare durante i compiti a casa e conservare gelosamente nel passaggio alla scuola media (anzi, molti argomenti sono comuni anche alla prima media);
- per i genitori, che magari hanno dimenticato qualche regola o qualche procedura (ad esempio i passaggi della divisione, per dire la cosa più ostica) e devono seguire i figli nei compiti;
- per l'insegnante, che può avere dei dubbi da dover chiarire velocemente, o vuole avere un testo agile da cui trarre definizioni o tabelle da far scrivere agli alunni sui quaderni.

domenica 14 settembre 2014

Recensione testo "Grammatica italiana per la Scuola Primaria"

Grammatica italiana per la Scuola Primaria
di E. Costa, L. Doniselli, A. Taino
La Spiga edizioni



Oggi vi presento un volumetto molto interessante: una grammatica italiana agile e semplice, ma ricchissima. Si tratta di un manuale di dimensioni ridotte e uno stile sintetico ma preciso.

Per chi?
Questa grammatica è per tutti:
- alunni, per avere una sintesi di tutto ciò che di italiano si impara alla scuola primaria, da consultare durante i compiti a casa e conservare gelosamente nel passaggio alla scuola media;
- per i genitori, che magari hanno dimenticato qualche regola o qualche procedura (ad esempio le analisi logica e grammaticale) e devono seguire i figli nei compiti;
- per l'insegnante, che può avere dei dubbi da dover chiarire velocemente, o vuole avere un testo agile da cui trarre definizioni o tabelle da far scrivere agli alunni sui quaderni.

sabato 6 settembre 2014

Un ospite: "Leonardo Povia e la didattica persuasiva"

Oggi, "Pedagogia e didattica" ospita Leonardo Povia, un blogger e insegnante che scrive un blog interamente dedicato alla didattica persuasiva, approfondendo l'importanza della comunicazione nell'insegnamento. Qui ci introduce un autore forse sconosciuto ai più, ma che può darci spunti interessanti.
Trovate il blog di Leonardo Povia qui e la pagina Facebook qui.
 
Se altri insegnanti hanno voglia di condividere la loro idea di didattica o spunti utili a tutti, "Pedagogia e didattica" sarà lieta di accoglierli, scrivetemi in posta!

Riporto volentieri l'articolo che lui ha gentilmente concesso a "Pedagogia e didattica":
 
Le 7 Lezioni sul Successo di Dale Carnegie che ti faranno partire alla grande!

Dale Carnegie è stato un celebre scrittore e professore, nonché autore di testi e corsi di notevole successo sul tema della crescita e dello sviluppo personale.
Nato e cresciuto in povertà in una fattoria del Missouri, Dale Carnegie è riuscito nel corso della sua vita a ottenere un enorme successo e ancora oggi i suoi libri sono dei bestseller in tutto il mondo.
Come ci è riuscito?
Quali sono le strategie che Dale Carnegie ha adottato per raggiungere i propri obiettivi e riscuotere notevole successo tra il pubblico, la critica e i suoi studenti?

Ecco le 7 lezioni sul successo che ci ha lasciato Dale:

1. PAURA E AZIONE.
“L’inazione alimenta dubbi e paura. L’azione alimenta fiducia e coraggio. Se vuoi vincere le tue paure, non startene seduto a pensarci. Vai fuori e datti da fare”
Non nasconderti, non rinunciare ad affrontare gli ostacoli e le sfide. Se ti viene in mente una buona idea, adoperati per realizzarla, confrontati con i tuoi colleghi ma NON FARTI CONDIZIONARE DA LORO, molto spesso ne sanno meno di te sulle questioni che ti appassionano e su quello che vuoi realizzare.  Non lasciarti vincere dall’inerzia, volgiti all’azione. Se vuoi avere risultati, devi impegnarti, affrontare paure e ostacoli. Prendi il coraggio a pieni mani, spesso i rusultati arrivano prima di quanto tu possa immaginare, non te ne pentirai!

lunedì 1 settembre 2014

Ospite del mese su Didattica dell'Arte per Bambini

Questo mese, Leontina Sorrentino di Didattica dell'Arte per Bambini mi ha scelta come ospite del mese sul suo blog per parlare della mia idea di didattica, ne sono molto felice!

Nell'intervista ho parlato di didattica, del tema a me caro di come fare poesia a scuola e della sfida odierna dell'inclusività.


Vi invito a leggere l'intervista integrale a questa pagina: http://www.didatticaartebambini.it/la-pedagogia-della-domanda/, ma siccome il titolo dell'intervento è "La pedagogia della domanda", vi anticipo un passaggio che secondo me è un po' il riassunto del mio modo di fare e pensare la didattica a scuola:

È un po’ il mio motto: la pedagogia deve basarsi sulla domanda. E la didattica anche. Iniziamo dalla didattica: bisogna insegnare ai bambini a porsi domande su tanti fronti. Devono chiedersi il perché delle cose: perché succede questo (in storia, in scienze, in italiano, in tutto!), perché lo devo sapere, perché lo devo ricordare, perché funziono così, perché ricordo le cose che ho studiato oppure faccio fatica, perché il mio compagno lo sa fa fare e io no, cosa serve a me per saperlo fare (evviva la meta cognizione, a questo dobbiamo portare i bambini). Porsi domande, per sviluppare uno spirito critico fondamentale per affrontare la vita. Lo stesso vale per noi insegnanti: non fermiamoci alle pratiche note, ma nemmeno all’ultima moda di una metodologia didattica piuttosto che un’altra, ma continuiamo ad approfondire, a studiare, a chiederci cosa serve davvero a questi bambini (non quelli del 2014, ma quelli della classe che abbiamo di fronte, o meglio del singolo bambino che abbiamo in classe). Cerchiamo di conoscere tutte le metodologie e le strategie didattiche, ma non applichiamole solo perché qualcuno ci ha detto che funzionano: sperimentiamo, sì, ma sempre pensando al perché, perché qui, perché ora, perché con quel bambino. Solo così potremo offrire a bambini e genitori un servizio valido, aggiornato e soprattutto ragionato.
tratto da La pedagogia della domanda, intervista a Lorena Figini.
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