martedì 22 luglio 2014

“FIORITI DALLA PAROLA” Strategie di scrittura in versi in una classe quarta

Prima del laboratorio cosa pensavi della poesia?
5 - 10 versi messi insieme.
Ora cosa ne pensi?
Un insieme di sentimenti, cose fantastiche, quello che pensiamo…

Vorrei inaugurare questo blog presentando il progetto che più mi ha coinvolta durante gli anni di studio universitario. Forse non tutti sanno che durante il corso di laurea in Scienze della Formazione Primaria, il tirocinio dell'ultimo anno (per lo meno in Bicocca, dove ho avuto la fortuna di specializzarmi) è finalizzato alla stesura della relazione finale, detta comunemente tesi di laurea.
Si tratta di un lavoro complesso che deve continuamente spaziare tra teoria e pratica, uno scritto in cui si deve tenere conto sia delle basi teoriche su cui ci si appoggia sia del lavoro che concretamente è stato svolto in classe. Fin dal momento della progettazione iniziale teoria e pratica si rincorrono, si mescolano, si allontanano; didatticamente parlando si tratta di un continuo riprogettare in itinere, senza tralasciare la questione della relazione educativa, altrettanto importante.
Per questo motivo, è sempre più completo presentare e proporre ad altri non la bozza iniziale, ovvero la prima traccia del percorso ipotizzato, ma il risultato finale.

Provo, dunque, a sintetizzare il lavoro svolto nell'anno 2011/12 in una classe IV di una scuola vogherese; il lavoro, con le opportune modifiche, è estendibile anche a classi terze e quinte.

Perché questo percorso?
Grazie alle lezioni di letteratura italiana e didattica della letteratura italiana svolte in università e in generale all’approccio che la Facoltà di Scienze della Formazione cerca di trasmettere agli aspiranti maestri, ho compreso che avrei potuto mettere in gioco la mia passione per il testo poetico in un progetto didattico, potendo così coinvolgere gli alunni nel migliore dei modi.
Facendo riferimento alla classe che avevo di fronte, ho cercato di lavorare su due fronti, proponendo ai bambini un percorso che integrasse la lettura di tipi di testo diversi tra loro e la produzione scritta.
Dopo una prima fase di raccolta delle preconoscenze, ho scoperto che per questi bambini la poesia era una cosa astratta, lontana e non ben definita, considerata difficile e priva di ogni intento comunicativo.

Chiedere a questa classe di scrivere subito un testo poetico sarebbe stato un azzardo, ho preferito dunque iniziare con alcuni giochi linguistici, in una fase che denominata di “ginnastica linguistica”; infatti, ho ritenuto giusto offrire ai bambini la possibilità di mettere le mani in pasta attraverso attività per loro nuove e diverse da quelle abituali che li aiutassero a prendere confidenza con le parole e con la loro manipolazione.
Questa fase di “ginnastica linguistica” ha avuto principalmente come testi di riferimento "I draghi locopei" di Ersilia Zamponi e "Calicanto" di Zamponi e Roberto Piumini, anche se ho aggiunto altre attività ampliando la definizione di giochi linguistici a varie manipolazioni di testi diversi tra loro; ho preso spunto anche da attività proposte a noi studenti durante le lezioni di didattica della letteratura italiana, cercando di adattarle per i bambini. Infine, altri testi sono stati dirimenti nella costruzione delle attività, quali "Perlaparola" di Chiara Carminati, "Laboratorio poesia" di Cristina Balzaretti e "Fare poesia con voce, corpo, mente e sguardo" sempre della poetessa Carminati.
Terminata questa ricchissima fase, ho voluto dare ai bambini la possibilità di scrivere, di mettere nero su bianco le loro emozioni; ovviamente non potevo metterli di fronte alla pagina bianca, per cui ho seguito fedelmente i consigli che Kenneth Koch dà nel suo testo "Desideri sogni bugie". Attraverso anafore quali “Vorrei…”, “Se fossi…”, “Nessuno sa…”, “Io…”, “Solo…”, “Una volta… ora…” e altri, i bambini hanno potuto scrivere testi collettivi e individuali non banali, perché le idee proposte da Koch fanno sì che nei bambini cresca la voglia di scrivere ancora, si sentano un po’ poeti e si azzardino a sperimentare, attraverso le parole, contenuti che convenzionalmente non sono considerati poetici. Per fare questo, ho preferito non proporre testi di autori adulti (cosa che invece ho fatto nella fase precedente) ma ho scelto di leggere ai bambini poesie scritte da allievi di Koch, in modo che si sentissero maggiormente motivati.
Durante il percorso, tante sono state le modifiche al progetto iniziale e alcune le digressioni che si sono rese necessarie, come ad esempio qualche attività sull’importanza dell’andare a capo (perché i poeti vanno a capo, qual è lo scopo dello spazio bianco) e ultima cosa ma non meno importante: la lettura ad alta voce. La lettura ad alta voce può, in questo percorso, essere considerata uno dei tanti fili conduttori: iniziata da me che ho letto testi di poeti adulti e bambini, termina con alcuni momenti in grande gruppo di lettura e condivisione del proprio elaborato con la classe, passando attraverso simpatici giochi con la voce e il respiro. Come sempre è giusto fare riferimento ai testi consultati, in particolare quelli Rita Valentino Merletti: "Leggere ad alta voce" e "Leggimi forte".
L’ultima fase è stata centrata sulla riflessione in merito al percorso. In particolare ho scelto di far costruire all’intero gruppo classe una mappa metacognitiva che inglobasse le tappe dell’intero progetto e le loro riflessioni in proposito. Inoltre, ho proposto ai bambini un questionario di valutazione del percorso e delle metodologie utilizzate.
La poesia insegna ai bambini “un’attività senza scopo, un fare che non è finalizzato a nulla, un giocare con se stessi, le parole e il mondo” (MANTEGAZZA R., Educazione e poesia. Pedagogie in forma di verso, Enna, Città Aperta Edizioni, 2009, p. 11); questa relazione finale è una raccolta di strategie utili per fare poesia in molti modi, non necessariamente tradizionali.
Per questo vi lascio nel dettaglio le fasi e le attività del percorso. Per chi volesse cimentarsi in qualcosa di simile, sono a disposizione per domande o precisazioni; a seguire un estratto di bibliografia, per lo meno quella più utile a livello puramente disciplinare.

UN PERCORSO ATTRAVERSO LE DIVERSE SFACCETTATURE DELLA POESIA
FILO CONDUTTORE: “poesia” da poiein = fare; poesia come creazione di immagini attraverso le parole. La poesia è magica, trasforma le parole e gioca con loro, crea immagini (reali o di fantasia) nella nostra mente.

OBIETTIVI (alcuni…):
- Offrire una panoramica sulla poesia (presentando testi anche molto diversi tra loro), in modo da mettere da parte eventuali stereotipi.
- Capire che con le parole si può giocare e immaginare.
- Avviare ai primi tentativi di scrittura in versi.
- Aumentare il lessico dei bambini.
- Introdurre alla lettura ad alta voce come mezzo per esprimere al meglio la poesia.

METODOLOGIE DIDATTICHE:
- Brainstorming: per mettere insieme le idee e le associazioni.
- Lettura ad alta voce (di poesia o prosa) da parte della tirocinante e dei bambini.
- Discussione: per avviare le attività, per indagare i pensieri dei bambini, per aiutare la fantasia con le idee degli altri, per commentare insieme i testi.
- Lavori di piccolo e grande gruppo: per discutere e analizzare i testi proposti, per scrivere collettivamente, per revisionare i testi, per promuovere la co-costruzione di conoscenze condivise, per restituire al grande gruppo i risultati raggiunti.
- Mappe concettuali: per indagare il lavoro fatto.

FASE 1: RACCOLTA DELLE PRECONOSCENZE

BRAINSTORMING “POESIA È...”: sondaggio delle preconoscenze: brainstorming sulla parola ‘poesia’, realizzato con i post-it;
GIOCO DI CLASSIFICAZIONE TESTI POETICI E NON POETICI (piccolo gruppo): attività di classificazione testuale, una scatola contenente diversi tipi di testo (poetici: limerick, haiku, poesie con rime e senza rime, calligrammi, filastrocche, poesie onomatopeiche; non poetici: articoli di giornale, ricette, narrazioni, fumetti), i bambini hanno creato un cartellone incollando da una parte le “poesie” e dall’altra le “non poesie”. Obiettivo: far riflettere sulle varie tipologie di testi e tipologie di poesia, spiazzare con testi di non facile classificazione. È seguita discussione per classificare i testi non immediatamente riconoscibili.
LETTURA DI METAPOESIE (grande gruppo): per parlare di poesia attraverso altre poesie (“Ricetta per fare la poesia” di Queneau, “Poesia è…” di Carminati e “Passaggio segreto” di Mitton);
SIMILITUDINI FORZATE con la parola ‘poesia’ (individuale): i bambini hanno pescato da una scatola un foglietto con una parola da abbinare a ‘poesia’, costruendo aiutati dal caso un’immagine metaforica per descrivere la poesia. Obiettivi: far emergere le idee sulla poesia “procedendo in senso inverso”.
RISCRITTURA DI UNA METAPOESIA (in coppia): seguendo la traccia di un testo (“Per fare una poesia” di Piumini).

FASE 2: FACCIAMO UN PO’ DI GINNASTICA LINGUISTICA

ABBECEDARIO con titolo “Poesia” (collettivo): proposto il tema “Poesia” come titolo. A partire da ogni lettera dell’alfabeto scrivere una parola o una breve frase pensando al tema; alla fine risulta un testo. Obiettivo: prendere confidenza con il meccanismo dell’acrostico;
ACROSTICI (individuale): scrivere il proprio nome in verticale e in stampatello. Comporre una frase usando le parole che iniziano con le lettere incolonnate. Obiettivi: arricchimento lessicale, ginnastica linguistica, prendere confidenza con le parole, capire che con le parole si può giocare.
INVENTA LA FILASTROCCA secondo uno schema compositivo, con le rime (collettiva): a partire dalla filastrocca “Uno e due e tre” presente sul libro di lettura, ricavarne la struttura e scriverne una simile. Obiettivi: estrapolare lo schema costitutivo di quella filastrocca popolare e rispettarlo, prendere confidenza con le rime;
LETTURA e DISCUSSIONE sui LIMERICK (grande gruppo): mettere a confronto due limerick di Lear e trarne lo schema compositivo;
SCRITTURA DI LIMERICK (in coppia): provare a scriverne uno o più, in coppia, seguendo lo schema. Obiettivi: comprendere lo schema caratterizzante il limerick, abituarsi a seguire uno schema compositivo.
LETTURA DI FÀNFOLE (grande gruppo): leggere due fànfole (“Il lonfo” e “Una giornata ad urlapicchio” di Maraini) per capire cosa sono e come sono costruite. Obiettivo: andare oltre la definizione classica di poesia; capire che nella fànfola le parole inventate, oltre a sembrare italiane, s’inseriscono in una struttura che imita la lingua italiana; capire quando il poeta sceglie di inserire parole italiane e quali e quando sceglie parole inventate;
SCRITTURA di brevi poesie con PAROLE INVENTATE (in coppia): sull’esempio delle fànfole lette, descrizione di un animale oppure descrizione di una giornata. Obiettivo: sperimentare una scrittura poetica diversa, grazie a un esempio cui trarre ispirazione.
HAI-KAIZZAZIONE di un testo (grande gruppo): si è proposto un testo (“Forse un mattino andando in un’aria di vetro” di Montale) da accorciare, ritagliare, per rendere le immagini più incisive. Obiettivo: capire che le immagini poetiche sono più efficaci se incisive, come le metafore; propedeutico agli haiku;
PERMUTAZIONE di haiku (individuale): i bambini individualmente hanno operato delle modifiche a haiku di Basho letti insieme, permutandoli. Obiettivo: prendere confidenza con gli haiku, leggerli con attenzione e intuirne il senso;
SCRITTURA DI HAIKU (individuale): sperimentare una scrittura poetica incisiva.
LETTURA DELL’AUTORITRATTO VISIVO di Govoni (grande gruppo): leggerlo e capire come è stato costruito. Obiettivo: osservare come il poeta utilizzi metafore per rappresentare le parti del suo viso;
RIFLESSIONE SULLA METAFORA (grande gruppo): lettura di un brano tratto da “Le parole magiche” di Bisutti, per capire che cos’è con esempi chiari;
REALIZZAZIONE DEL PROPRIO AUTORITRATTO VISIVO (individuale): sull’esempio dell’autoritratto di Govoni, creare il proprio con metafore adatte;
LETTURA DI CALLIGRAMMI (grande gruppo): leggere alcuni calligrammi (“La fine del topo” di Carroll, “Il palloncino” di Thibaudeau e “In due nel letto” di Ross) e capirne la struttura. Obiettivo: capire che il calligramma ha una caratteristica ben definita, la forma dell’oggetto o tema di cui tratta;
SCRITTURA DI INDOVINELLI-CALLIGRAMMA (individuale): descrivere e dare forma sulla pagina a un oggetto senza nominarlo, attraverso un calligramma.

FASE 3: NOI… POETI!

VORREI…: lettura di poesie scritte dai bambini (tratte dal testo di Koch); poesia collettiva e poesie individuali;
SE FOSSI…: lettura di poesie scritte dai bambini (tratte dal testo di Koch); poesia collettiva e poesie individuali;
NESSUNO SA…: lettura di poesie scritte dai bambini (tratte dal testo di Koch); poesia collettiva e poesie individuali;
HO SOGNATO CHE…: lettura di poesie scritte dai bambini (tratte dal testo di Koch); poesia collettiva e poesie individuali;
IO, …: lettura della poesia “Io, vento del mare” dal “Canto di Amergin” di Anonimo Irlandese, XII secolo; lettura di poesie scritte dai bambini (tratte dal testo di Koch); poesie individuali;
SOLO…: lettura di poesie scritte dai bambini (tratte dal testo di Koch); poesie individuali;
RIFLESSIONE SULL’ANDARE A CAPO IN POESIA (grande gruppo): lettura della poesia “A capo” di Magrelli;
DIVIDIAMO UNA POESIA (piccolo gruppo): la poesia “Non mi piaci notte” di Quarenghi è stata data ai bambini scritta senza andare a capo. Obiettivo: dividere la poesia in versi, dare importanza alle parole andando a capo e riflettendo sulle scelte che si compiono;
RIFLESSIONE SULLA LETTURA AD ALTA VOCE (grande gruppo): lettura da parte dell’insegnante della poesia “Ci sono gatti e gatti” di Molesini, prima leggendo tutto di fila come fosse un testo, poi rispettando la struttura della poesia; in entrambi i casi i bambini dovevano contare il numero dei gatti nominati: il numero dei gatti era più corretto quando si trattava di leggere rispettando gli a capo e le pause della poesia. Obiettivo: capire l’importanza delle pause nella lettura poetica;
PROVIAMO LETTURE AD ALTA VOCE (grande gruppo): lettura di “Filastrocca lupa” e “Per far passare il singhiozzo” di Tognolini, la prima allungando le U e la seconda leggendo senza riprendere fiato. Obiettivo: capire che nella lettura ad alta voce è necessario dosare il respiro e prendere fiato quando ce n’è bisogno;
UNA VOLTA… ORA…: lettura di poesie scritte dai bambini (tratte dal testo di Koch); poesie individuali;
VA’, MIA POESIA…: lettura della poesia “Va’, mia canzone” di Verlaine; lettura di poesie scritte dai bambini (tratte dal testo di Koch); poesie individuali.

FASE 4: CONCLUSIONI

MAPPA CONCETTUALE “IL NOSTRO PERCORSO” (grande gruppo): costruzione di un cartellone che ricapitola il percorso svolto insieme, le attività preferite e le tematiche (a questo si aggiungono riflessioni meta cognitive: perché abbiamo fatto questa attività?);
LETTURA AD ALTA VOCE DI POESIE: lettura delle proprie poesie che si vogliono “regalare” ai compagni;
QUESTIONARIO SULL’ESPERIENZA: per sondare i pareri dei bambini sulle attività del percorso e le metodologie utilizzate;
TI REGALO UNA POESIA: una breve poesia diversa per ogni bambino da parte  dell'insegnante.

PRODOTTI FINALI: in questo caso l'insegnante ha fornito a ciascun bambino un quaderno che è diventato memoria personale di tutto il percorso, in cui inserire le fotocopie dei testi, le poesie scritte dal bambino, le fotocopie delle trascrizioni (ad opera dell'insegnante) delle conversazioni effettuate in classe, per documentare il percorso svolto. Le poesie dei bambini, trascritte a computer (per una migliore leggibilità) sono state raccolte in un libro di classe, una sorta di tradizione letteraria del lavoro svolto dalla classe; il titolo scelto dai bambini è stato “Poetiche idee”.

SOLO ALCUNI LIBRI  E SITI UTILI:

BALZARETTI C., Laboratorio poesia. Officina di scrittura creativa, Trento, Erickson, 2001.
BALZARETTI C., Laboratorio poesia 2. Nuove attività per l’officina di scrittura creativa, Trento, Erickson, 2007.
BALZARETTI C., La poesia della natura. Percorsi di scrittura creativa con musica, arte e movimento, Trento, Erickson, 2008.
BISUTTI D., La poesia salva la vita. Capire noi stessi e il mondo attraverso le parole (1992), Milano, Feltrinelli, 2009.
BISUTTI D., Le parole magiche (2008), Milano, Feltrinelli, 2010.
CARMINATI C., Fare poesia con voce, corpo, mente e sguardo, Milano, Mondadori, 2002.
CARMINATI C., Perlaparola. Bambini e ragazzi nelle stanze della poesia, Modena, Equilibri, 2009.
COLLI M., COLLI R., Il laboratorio di scrittura creativa, Brescia, Editrice La Scuola, 1999.
GRENCI R., Cogli l’attimo. Giochi per esprimere e trasformare le emozioni in versi, Molfetta (BA), La Meridiana, 2007.
KOCH K., Desideri sogni bugie. Un poeta insegna a scrivere poesia ai bambini, Milano, Emme Edizioni, 1980.
MANTEGAZZA R., Educazione e poesia. Pedagogie in forma di verso, Enna, Città Aperta Edizioni, 2009.
MUNARI B., Fantasia. Invenzione, creatività e immaginazione nelle comunicazioni visive (1977), Roma-Bari, Laterza, 2009.
RODARI G., Grammatica della fantasia. Introduzione all’arte di inventare storie (1973), Trieste, Edizioni EL, 1997.
TERUGGI L. (a cura di), Percorsi di lingua scritta, Bergamo, Edizioni Junior, 2007.
VALENTINO MERLETTI R., Leggere ad alta voce, Milano, Mondadori, 1996.
VALENTINO MERLETTI R., TOGNOLINI B., Leggimi forte. Accompagnare i bambini nel grande universo della lettura, Milano, Salani, 2006.
ZAMPONI E., I draghi locopei. Imparare l’italiano con i giochi di parole (1986), Torino, Einaudi, 2007.
ZAMPONI E., PIUMINI R., Calicanto. La poesia in gioco (1988), Torino, Einaudi, 2008.



Antologie e raccolte di poesie
BASHŌ M., Centoundici haiku, Milano, La vita felice, 2011.
BISUTTI D., L’albero delle parole. Grandi poeti di tutto il mondo per i bambini (1979), Milano, Feltrinelli, 2002.
CONTE G. (a cura di), La poesia del mondo. Lirica d’Occidente e d’Oriente, Milano, Guanda, 2003.
MARAINI F., Gnòsi delle fànfole (1978), Milano, Baldini Castoldi Dalai editore, 2007.
MARINELLI E., Antologia illustrata della Poesia. Da quando l’uomo imparò ad amare ai
giorni nostri, Firenze, Giunti Demetra, 2002.
LEAR E., Il libro dei nonsense, Torino, Einaudi, 2004.
PECORA E., La strada delle parole. Poesie italiane del Novecento scelte per i bambini e i ragazzi delle scuole elementari, Milano, Mondadori, 2003.
RODARI G., Filastrocche per tutto l’anno (1980), Roma, Editori riuniti, 2003.
TOGNOLINI B., Mal di pancia calabrone. Formule magiche per tutti i giorni (1995), Milano, Nord-Sud Edizioni, 2009.


Sitografia AA.VV., Reti di parole. Sito di poesia per ragazzi, http://www.poesiaragazzi.it/ CARMINATI C., Parole Matte. Il sito di Chiara Carminati, http://www.parolematte.it/ NEGRI M., Umori d'Albione: Il libro dei nonsense di Edward Lear, http://erewhon.ticonuno.it/inverno2004/Lear.htm/

4 commenti:

  1. Complimenti per il contributo ricco, utile e sostenuto da un'ottima e ampia bibliografia. Complimenti, inoltre, per la citazione ungarettiana.
    Bart, un collega.

    RispondiElimina
  2. Proposta originale, interessante e coinvolgente. Brava!

    RispondiElimina

Fammi sapere la tua opinione!

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...